Crisi governo Draghi oggi, Meloni: “Fuggono dalle urne”

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Saranno “comunicazioni fiduciarie” con intervento del premier, discussione e voto nominale su risoluzioni di fiducia, quelle che terrà Mario Draghi alla Digicam e al Senato mercoledì. Lo ha chiarito il presidente della Digicam Roberto Fico alla conferenza dei capigruppo dove è arrivata la richiesta dei presidenti dei gruppi di centrosinistra e M5S: “Draghi, tenga le sue comunicazioni prima alla Digicam e il successivo voto di fiducia e poi in Senato”. Ora la parola passa a Fico Elisabetta Alberti Casellati che dovranno stabilire l’iter secondo prassi, ossia in quale delle due Camere si svolgerà prima il voto di fiducia.La Lega non ci sta e attacca: “Basta giochi di Palazzo di 5S e Pd, Draghi prima al Senato”. Cresce il urgent del centrodestra per il voto. In prima linea c’è Giorgia Meloni: “La sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno alle urne. Possono fuggire ma arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”, scrive su Fb. Matteo Salvini ieri dalla festa della Lega di Osio Sotto dal palco ha ribadito: “Al governo con i fannulloni non ci stiamo più per rispetto vostro, nostro e del presidente Draghi”. È la linea decisa dall’incontro a Villa Certosa con Silvio Berlusconi (“Non si governa più con i 5S, pronti a votare subito“). Ci sono venti di una nuova scissione nel M5S. Lo scontro interno sulla fiducia sta provocando una spaccatura che si consuma nella movimentata assemblea congiunta dei grillini, ripresa oggi nel primo pomeriggio sempre su Zoom. Non si esclude l’uscita di 35-40 parlamentari mentre Luigi Di Maio lavora a una scissione bis. Cresce, intanto, l’appello bipartisan dei sindaci per convincere Draghi a restare a Palazzo Chigi: sono oltre mille, si apre uno spiraglio. Giorgia Meloni ieri li ha attaccati (“Mi chiedo se sia corretto” che questi primi cittadini “usino le Istituzioni così senza pudore”), e il sindaco di Firenze Dario Nardella ha replicato (“Mi dispiace che la chief di FdI non noti che tra i firmatari ci sono moltissimi esponenti di centrodestra”). Mario Draghi attende segnali e oggi è advert Algeri, un viaggio confermato nonostante la crisi. L’obiettivo: sostituire l’import dalla Russia e diventare una piattaforma per rifornire i associate.

Assemblea M5S, critiche a Crippa: “Perché vuoi Draghi prima alla Digicam? Chiarisci”

Critiche al capogruppo pentastellato Davide Crippa nel corso dell’assemblea congiunta M5S, ripresa dopo le 14. A quanto apprende l’Adnkronos, durante la riunione, il presidente dei deputati grillini sarebbe stato attaccato, anche se non direttamente, per aver appoggiato la richiesta, avanzata dal Pd durante la conferenza dei capigruppo della Digicam, di chiedere al presidente del Consiglio Mario Draghi di rendere mercoledì le sue comunicazioni inizialmente a Montecitorio e non al Senato come previsto dalla prassi. A Crippa sarebbero stati chiesti chiarimenti in merito alla sua scelta: a pretendere delucidazioni, tra gli altri, la deputata Vittoria Baldino.

 

Berlusconi è arrivato a Roma

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi è arrivato a Roma per seguire di persona e fare incontri sulla situazione politica in vista delle comunicazioni di Mario Draghi alle Camere.

Lega: “Basta giochini di Palazzo Pd-M5S”

“Siamo alla farsa. Ora Pd e M5s chiedono a Draghi di comunicare prima alla Digicam e poi al Senato solamente perchè Conte è più debole alla Digicam. Giochini vergognosi che vanno contro la prassi che vuole che le comunicazioni del presidente del Consiglio siano fatte nella Digicam di prima fiducia, o dove si è generata la crisi. In entrambi i casi, quindi, al Senato”. A dirlo sono i capigruppo a Digicam e Senato della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. “Gli italiani meritano rispetto, serietà e certezze”, concludono.

M5S, ripresa l’assemblea dei parlamentari con Conte

È iniziata l’assemblea congiunta dei gruppi di Digicam e Senato del M5S. La riunione, che riprende i lavori interrotti ieri, si svolge by way of Zoom e partecipa anche il presidente Giuseppe Conte.

Ricci a Meloni: “I sindaci non prendono ordini, quelli erano i Podestà”

“Draghi bis continuano le adesioni traversali dei sindaci. Con questo ritmo per mercoledì supereranno le 2 mila adesioni. Cara Giorgia Meloni i sindaci italiani ragionano con la loro testa nell’interesse del Paese. Non prendono ordini da nessuno. Quelli erano i Podestà”, ha scritto il sindaco di Pesato e coordinatore dei sindaci Pd, Matteo Ricci, su Twitter.

 

Fedriga: “Elezioni? Capiamo prima cosa vuole fare Draghi”

Elezioni? “In questa situazione mi pare che se ne parli, non si può escludere nessun percorso. Intanto una cosa fondamentale è capire la volontà del presidente Draghi. Ho sentito molte riflessioni, firme, non firme, senza sapere cosa vuole fare il premier”. È il commento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alle possibili soluzioni per la crisi di governo che verranno portate in senato dopodomani. “Per rispetto nei suoi confronti, e per la stima che ho nei suoi confronti, noi dobbiamo capire cosa vuole fare Draghi rispetto alla situazione incresciosa e vergognosa che si è creata con il non voto dei Cinquestelle alla fiducia, una partito di maggioranza”, suggerisce Fedriga. E conclude: “Capisco la situazione devastante che c’è stata per la maggioranza, dopodiché si valutera rispetto prima di tutto alle volontà del presidente Draghi”.

 

Renzi: “Secondo me Draghi resta a Palazzo Chigi”

“Io mi auguro, e penso che andrà a finire che Draghi faccia prevalere il senso delle istituzioni. Secondo me alla wonderful la cosa importante è che Draghi mercoledì sia ancora saldamente in sella, che il finale sia: Draghi torna a Chigi e Conte torna a casa”, ha aggiunto il chief di Iv, Matteo Renzi, a L’aria che tira Property, su La7.

Renzi: “M5S litiga e vuole spostare il voto alla Digicam”

“Dentro ai Cinque stelle c’è uno psicodramma: ci sono dinamiche interne al gruppo, stanno litigando tra di loro e quindi vogliono iniziare alla Digicam”.
Lo ha detto il chief di Iv, Matteo Renzi, a L’aria che tira Property, su La7, commentando la richiesta di M5S e Pd di far svolgere il voto di fiducia sul governo Draghi prima alla Digicam e poi al Senato.

Fico: mercoledì previsto voto di fiducia nelle due Camere

Saranno “comunicazioni fiduciarie” quindi con intervento del primo ministro, discussione e voto nominale su risoluzioni di fiducia, quelle che terrà Draghi alla Digicam e al Senato mercoledì. Lo ha chiarito il presidente della Digicam Roberto Fico alla conferenza dei capigruppo. La riunione è stata aggiornata a domani alle 16.30 dopo quella del Senato, per decidere gli orari. I presidenti dovranno decidere in quale delle due Camere si svolgerà prima il voto di fiducia. Advert una domanda sul tipo di comunicazioni da parte del Presidente del Consiglio, Fico ha chiarito che a fronte di un rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica, sono previste “comunicazioni fiduciarie”. Quindi dopo l’intervento di Draghi vi sarà la discussione generale, la presentazione di risoluzioni e il voto con chiama uninominale. Per quanto riguarda il fatto se debba votare prima il Senato o la Digicam, il meccanismo cosiddetto della “culla” imporrebbe che sia prima l’Assemblea di palazzo Madama a esprimersi. Tuttavia il centrosinistra ha fatto presente che è stato a Montecitorio, con il non voto di M5S sul voto finale al decreto Aiuti, che si è aperta politicamente la crisi, ed ha chiesto quindi che sia Montecitorio advert esprimersi per prima. Questione che verrà risolta dai Presidenti Fico e Casellati.

Terminata riunione capigruppo con Fico

È terminata a Montecitorio la riunione dei capigruppo che ha stabilito le modalità di intervento del premier Mario Draghi nella seduta di mercoledì.

 

Draghi mercoledì alla Digicam per comunicazioni, con voto fiducia

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, renderà comunicazioni alle Camere con voto fiduciario con chiama. È quanto emerso dalla Conferenza dei capigruppo della Digicam, che tornerà a riunirsi domani, alle 16.30, per stabilire tempi e modalità del dibattito, alla luce delle decisioni che verrano prese Senato. Draghi infatti dovrebbe riferire inizialmente a Palazzo Madama, secondo la prassi in base alla quale le comunicazioni vengono rese nel ramo del Parlamento dove il Governo ha ottenuto la prima volta la fiducia e dove si sono manifestate le condizioni che hanno portato all’apertura della crisi. Successivamente il premier depositerà il testo del discorso alla Digicam. La scelta definitiva dell’Assemblea dove inizierà il dibattito arriverà dopo una consultazione tra i presidenti del Senato, Elisabetta Casellati, e della Digicam, Roberto Fico, visto che durante la Capigruppo M5S e Pd, trovando la contrarietà del centrodestra, hanno chiesto che Draghi si recasse in primo luogo a Montecitorio, dove si sarebbero manifestati i primi segnali di crisi per la decisione del Movimento 5 stelle di non partecipare alla votazione finale sul Dl Aiuti.

Draghi arrivato a palazzo presidenziale Algeri

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato al palazzo presidenziale di Algeri “El Mouradia” dove advert accoglierlo c’è il presidente della Repubblica algerina M. Abdelmadjid Tebboune. Assieme al premier la delegazione italiana composta dai sei ministri (Di Maio, Lamorgese, Cartabia, Cingolani, Giovannini e Bonetti) interessati alla firma degli accordi tra i due paesi che verranno siglati in occasione del IV vertice intergovernativo. Subito dopo la cerimonia di adozione delle dichiarazioni finali de Vertice e la firma degli accordi, Draghi e Tebboune terranno una conferenza stampa congiunta. L’orario previsto è quello delle 14 algerine, le 15 italiane.

Iniziata capigruppo. Fico presente dopo Covid

E’ iniziata, a Montecitorio, la riunione dei capigruppo che dovrà calendarizzare le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. A presiedere la riunione è tornato il presidente della Digicam Roberto Fico di nuovo negativo dopo aver contratto il Covid.

Rosato (Iv): “C’è un Paese che chiede a Draghi di restare per difendere l’Italia”

“C’è un paese che sta chiedendo a Draghi di restare per difendere gli interessi dell’Italia”: l’auspicio è che il presidente del Consiglio “continui il suo lavoro faticoso e indispensabile” anche perché è essenziale “approvare provvedimenti che sono pezzi importante del Pnrr”. Lo sottolinea il presidente di Italia Viva Ettore Rosato a margine della relazione dell’Antitrust alla Digicam. “Lavoriamo perché Draghi possa continuare e a nostra petizione ha superato 90 mila firme in due giorni con una adesione assolutamente trasversale, ampia e partecipata” continua Rosato. Per il presidente di IV “le sollecitazioni che arrivano da oltreconfine riflettono il ruolo centrale del nostro paese negli equilibri mondiali di oggi. La foto dei chief di Italia Francia e Germania in viaggio verso Kiev non sarebbe stata possibile senza Draghi”. “C’è solo Draghi: dopo di lui ci sono le elezioni” conclude Rosato.

+Europa e Azione

Più Europa e Azione oggi saranno a Roma, Milano e Torino, per prendere parte alle manifestazioni spontanee di cittadini che chiedono al premier Mario Draghi di andare avanti. I due partiti della federazione liberaldemocratica, a partire dalle 18.30 saranno a Milano in piazza della Scala, a Torino in piazza Palazzo di Città e a Roma, in piazza San Silvestro. Alla manifestazione romana, partecipano tra gli altri i segretari di Azione e +Europa Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, insieme ai vertici dei due partiti.

 

Della Vedova: “Salvini non strumentalizzi la crisi”

“Salvini non usi strumentalmente questa Fase delicata. Nell’interesse dell’italia, bisogna creare le condizioni parlamentari perché mario draghi resti a palazzo chigi fino alla scadenza naturale della legislatura. La lega, forza di maggioranza, non ponga condizioni e lasci che sia draghi a decidere come proseguire”, ha affermato il segretario di +Europa e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

 

 Pd, 54 sindaci del centrosinistra del Milanese firmano per Draghi

Da Arese a Pioltello, da Rho a Truccazzano: sono 54 i sindaci dell’space metropolitana di Milano sostenuti o appartenenti al Partito democratico che hanno scelto di firmare l’appello a supporto del presidente del Consiglio Mario Draghi. “Oggi la questione non è l’andare a votare o meno come qualcuno vuole farci credere” affermano in una nota i 54 sindaci del centrosinistra del Milanese insieme alla segretaria del Pd Milano Silvia Roggiani. “Advert elezioni – aggiungono – si andrà naturalmente il prossimo anno. Oggi la questione è dare puntuali risposte alle necessità e ai bisogni di cittadine e cittadini. La guerra all’interno del nostro continente non cessa, viviamo una crisi energetica pesante e l’inflazione non dà tempo. Per affrontare questi impegni e i tanti altri, primo su tutti il Pnrr, abbiamo bisogno di un governo. Senza questo perderemmo tutte e tutti. Ci vuole responsabilità e serietà”.

Calenda: “Fronte repubblicano contro ‘cialtronopoli'”

“Ogni partito/sindacato che si presenta con una proposta di spesa o spiega come coprirla o verrà gentilmente accompagnato alla porta senza alcuna risposta. Così la finiamo con questo spettacolo indecoroso delle proposte stile ‘Miss Universo’. Questo è l’unico modo per stanare i populisti e chi si accompagna a loro. E forse allora vedremo formarsi un ampio Fronte Repubblicano nel paese e in Parlamento composto da chi si è profondamente rotto le balle di una politica ridotta a cialtronopoli. Daje Draghi”. Così Carlo Calenda, chief di Azione, su Twitter.

Draghi atterrato in Algeria

Il premier Mario Draghi è appena giunto advert Algeri per il IV vertice interministeriale Italia-Algeria. Subito dopo la deposizione di una corona di fiori al memoriale del Martire, il presidente del Consiglio è atteso al palazzo presidenziale dove advert accoglierlo ci sarà il presidente Tebboune.

Boschi (Iv): “Abbiamo raccolto quasi 100mila firme per convincere Draghi a restare”

“Abbiamo raccolto quasi 100mila firme per convincere Draghi a restare. Ma senza di lui meglio il voto”. Così Maria Elena Boschi di Iv sui social.

 

Fontana (Lega): “Gli italiani scelgano il nuovo Parlamento”

“Basta con l’indegno teatrino di 5Stelle e Pd che, come spiegato giovedì dal presidente Mario Draghi, ha fatto venir meno ‘il patto di fiducia’ su cui period nato questo governo. Il Parlamento è ormai completamente delegittimato: basarsi su transfughi e maggioranze ballerine non garantisce stabilità ed è in contrasto con quanto desiderato esplicitamente dal premier che non vuole cambiare in corsa le forze che lo sostengono. A questo punto, diamo agli italiani la possibilità di scegliere un nuovo Parlamento che finalmente, e per cinque anni, si occupi di lavoro, sicurezza e salute degli Italiani, altro che droga libera, Ius Soli o Ddl Zan”, ha commentato il vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana.

M5S, alle 14 riprende l’assemblea congiunta con Giuseppe Conte

Riprenderà alle ore 14 l’assemblea congiunta dei gruppi M5S con Giuseppe Conte.

Crisi, Conte: “Senza risposte chiare da Draghi non possiamo stare al governo”


 

Appello del mondo dell’associazionismo: scongiurare la crisi

Il mondo dell’associazionismo lancia un “appello al presidente del Consiglio Mario Draghi e alle forze politiche che l’hanno sostenuto affinché venga scongiurata una crisi di governo”. Esprimendo “profonda e sincera preoccupazione”, sottolineano che “la drammaticità del momento e le tante domande di dignità della società non abbiano bisogno di una crisi perché ne uscirebbero ancora più compromesse”. Il documento è firmato da Acli, Arci, Azione Cattolica, Confcooperative, Cnca, Fuci, Gruppo Abele, Legambiente, Legacoop Sociali, Libera, Meic, Movimento Politico per l’Unità, ed è aperto advert altre sottoscrizioni.

https://genova.repubblica.it/cronaca/2022/07/18/information/toti_al_paese_serve_un_governo_draghi_senza_condizioni_andare_ora_alle_elezioni_e_da_irresponsabili-358178614/

Renzi: “Spero che il Pd abbia capito l’errore dell’alleanza con i populisti”

“Chissà che finalmente anche il Pd non abbia capito che l’alleanza coi populisti è un errore. E, comunque, chi vuole andare alle elezioni coi grillini andrà alle elezioni contro di noi”, continua Matteo Renzi nella enews.

 

Renzi: “Quasi 100mila firme per fare restare Draghi”

“Quando Mario Draghi si è dimesso sembrava tutto finito. E invece noi non molliamo! In tutta Italia chi non si rassegna al disastro grillino ha deciso di far sentire la propria voce. La maggioranza silenziosa ha detto basta al masochismo dei Cinque Stelle. È nata così la nostra petizione: siamo quasi a quota 100mila firme- scrive il chief di Iv Matteo Renzi nella sua Enews – Ci date una mano per condividerla? Vi chiedo di firmarla e se l’avete già firmata di inviare questo hyperlink a 5 amici. Serve un tam tam dal basso per tenerci Draghi premier e rimandare i grillini nel dimenticatoio. I sindaci di tutti i colori politici stanno firmando un appello al premier, le categorie si stanno mobilitando, arriveremo a mercoledì con una forte ondata popolare. Oggi alle 18.30 manifestazioni spontanee in tante città d’Italia, da Milano a Roma, da Torino a Firenze, a Trento. Sì allo statista Draghi, no allo stagista Conte. Nel mio piccolo, io ci sto provando pancia a terra”.

Meloni: “Fuggono dal voto ma il giorno del giudizio arriverà”

Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”. Così la chief FdI, Giorgia Meloni, che su Fb accompagna la riflessione con una ‘card’ che ritrae Enrico Letta e la frase “le stanno tentando tutte pur di evitare di tornare al voto per paura di una sonora sconfitta”.

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